Cognitivismo Costruttivista Post-Razionalista

L’approccio cognitivista costruttivista ed evolutivo utilizza tecniche consolidate, come quelle cognitivo-comportamentali, e si basa sulla relazione terapeutica per comprendere le caratteristiche uniche di ogni persona. Si avvale anche dei recenti sviluppi delle neuroscienze, della teoria dell’attaccamento, dei contributi della linguistica e della fenomenologia, rendendolo un approccio integrato e flessibile.

Alcuni possibili esempi:

  • Un bambino cresce con una madre molto protettiva e ansiosa. La madre, preoccupata per ogni piccolo pericolo, tende a controllare ogni aspetto della vita del figlio, impedendogli di fare esperienze autonomamente. Crescendo, questo bambino potrebbe sviluppare una visione di sé come incapace di affrontare le sfide da solo, sentendo il bisogno di approvazione e rassicurazione continua dagli altri, sviluppando degli attacchi di panico da adolescente. In terapia, esplorando il legame con la madre e come questo abbia plasmato il suo modo di affrontare la vita, il figlio potrebbe scoprire che la sua insicurezza non dipende dalle sue capacità reali, ma dalla protezione eccessiva ricevuta. Lavorando su queste dinamiche, potrebbe imparare a fidarsi di sé, ad affrontare le difficoltà con maggiore autonomia e a trovare un equilibrio nelle proprie relazioni, senza sentirsi dipendente dall’approvazione altrui.
  • Un genitore fatica a mettere dei limiti al proprio figlio, temendo di essere troppo severo o di ferire i suoi sentimenti. Ogni volta che deve dire “no”, si sente in colpa, come se stesse facendo qualcosa di sbagliato. Questo genitore potrebbe aver vissuto, da bambino, un’infanzia in cui i suoi genitori erano molto rigidi o emotivamente distanti, e lui stesso ha vissuto molta sofferenza nel ricevere restrizioni senza spiegazioni o affetto. Questa esperienza potrebbe averlo portato a sviluppare la convinzione che mettere limiti o dire “no” sia dannoso per una relazione affettiva, e che il suo ruolo di genitore debba essere solo quello di supporto e accudimento. In terapia, esplorando le esperienze passate, il genitore potrebbe comprendere che la sua difficoltà nel mettere limiti deriva dal timore di ripetere una dinamica che lui stesso ha vissuto come dolorosa, ma che non è necessario evitare di dare dei limiti per instaurare una relazione affettuosa e sana. Anzi, comprendere che i limiti sono necessari per il benessere del figlio e per una crescita equilibrata potrebbe aiutarlo a trovare il giusto equilibrio tra amore e disciplina.